Teatri 35 lavora dal 2005 alla tecnica del tableau vivant, portando in scena le opere di Caravaggio e altri celebri pittori in Italia e all’estero.

Nei nostri tableaux vivants il suono muove il gesto, il gesto crea l’immagine, l’immagine incarna la musica

Teatri 35 ha sede a Napoli, ma svolge la sua attività artistica in tutta Italia.

 

Le origini del tableau vivant

Presepe di Greccio di Giotto

Le origini del tableau vivant

Origini del Tableau Vivant

 

Il tableau vivant affonda le proprie radici nelle rappresentazioni liturgiche medievali, nelle costruzioni sceniche del Rinascimento e negli apparati effimeri tanto centrali dell’economia delle feste barocche.
Alessandro Rabottini

 

Il tableau vivant, o quadro vivente, ha origini molto antiche, legate alla ritualità della liturgia cristiana.

Il primo esempio di rappresentazione teatrale di brevi scene, con vere e proprie scenografie e la partecipazione di figuranti in costume, che può essere ricondotto alle origini del tableau vivant è il presepe vivente.

Per celebrare la notte di Natale, infatti, già in epoca Medievale venivano proposte performance che raccontassero la nascita di Gesù. Una tradizione nata proprio in Italia grazie a San Francesco d’Assisi.

 

Il primo presepe vivente: il presepe di Greccio

 

Fu San Francesco ad allestire, nel 1223, il primo presepe vivente a Greccio, nelle vicinanze di Rieti.

San Francesco era rimasto colpito dalla somiglianza dei paesaggi di Greccio con quelli che aveva ammirato a Betlemme, visitata durante il suo viaggio in Palestina. Questo fece nascere in lui il desiderio di celebrare il Natale ricreando la scena della Natività di Gesù per rievocare l’atmosfera di quella notte miracolosa.

Grazie all’aiuto del castellano Velita, San Francesco individuò la grotta adatta alla rappresentazione. Fece collocare una mangiatoia con del fieno e vi fece portare un bue e un asinello. Ma non si fermò qui: grazie anche all’aiuto di alcuni figuranti in carne e ossa, mise in pieni una scenografia accuratamente allestita. Della rappresentazione teatrale della Natività organizzata dal santo, parla Tommaso da Celano nel suo Vita di San Francesco:

Si dispone la greppia, si porta il fieno, sono menati il bue e l’asino. Si onora ivi la semplicità, si esalta la povertà, si loda l’umiltà e Greccio si trasforma quasi in una nuova Betlemme

 

Secondo la leggenda, durante la rappresentazione apparve all’interno della mangiatoia un bambino vero che San Francesco prese in braccio. La storia è raccontata in dettaglio da San Bonaventura da Bagnoregio nella sua Legenda Maior

I frati si radunano, la popolazione accorre; il bosco risuona di voci, e quella venerabile notte diventa splendente di luci, solenne e sonora di laudi armoniose. L’uomo di Dio [Francesco] stava davanti alla mangiatoia, pieno di pietà, bagnato di lacrime, traboccante di gioia, Il rito solenne della messa viene celebrato sopra alla mangiatoia e Francesco canta il Santo Vangelo. […] Un cavaliere virtuoso e sincero, che aveva lasciato la milizia e si era legato di grande familiarità all’uomo di Dio, messer Giovanni di Greccio, affermò di avere veduto, dentro la mangiatoia, un bellissimo bimbo addormentato che il beato Francesco, stringendolo con ambedue le braccia, sembrava destare dal sonno.

 

Il presepe di Greccio e i tableaux vivants

 

Il primo presepe vivente di Greccio, anche grazie all’apparizione miracolosa del bambino, ebbe una vasta eco, tanto da dare vita alla tradizione dell’annuale presepe vivente in tutta Italia e non solo.

Fu proprio in quelle prime rappresentazioni che si trova l’origine del tableau vivant. La pratica di realizzare performance teatrali che rappresentano delle scene o delle opere d’arte.
Secondo San Francesco l’esperienza di fede doveva essere vissuta concretamente:

Vorrei rappresentare il bambino nato a Betlemme, e in qualche modo vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato per la mancanza delle cose necessarie ad un neonato, come fu adagiato in una greppia e come giocava con il fieno tra il bue e l’asinello.
Tommaso da Celano Vita di San Francesco

 

Per Francesco è importante vedere con gli occhi del corpo, non tradurre in parole o immagini artificiose, ma vivere fisicamente l’evento.

Con il presepe di Greccio la rappresentazione sacra si fa immedesimazione fisica, esattamente come accade con i tableaux vivants, che trasformano le immagini in un atto performativo tramite la presenza fisica degli attori e la loro gestualità nello spazio.

Questa particolare forma artistica dei tableaux vivants permette allo spettatore di partecipare pienamente alla scena e di vivere in prima persona l’atmosfera e le emozioni evocate nella rappresentazione.

 

Scopri tutti gli spettacoli di Teatri 35 ispirati alle sacre scritture e alle iconografie di santi, come Labirinto, Sacre Passioni , Genesis Imago o Martyrium.

 

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Francesco De Santis

Francesco Ottavio De Santis. Direttore Artistico, Attore, Educatore e Formatore. Dopo gli studi sui sistemi politici e sociali dell’Africa Sub-Sahariana, inizia a lavorare come educatore in vari centri per l’infanzia e l’adolescenza in cui cura progetti sociali e di arte-educazione. Formatore teatrale nelle scuole e in centri educativi, cura laboratori teatrali in progetti scolastici ed extrascolastici per minori. Ha lavorato nella compagnia Malatheatre di cui è stato cofondatore e presidente. Cura la direzione del Festival Troia Teatro di cui è anche l’ideatore. È responsabile artistico della compagnia Teatri 35, di cui è cofondatore.