Teatri 35 lavora dal 2005 alla tecnica del tableau vivant, portando in scena le opere di Caravaggio e altri celebri pittori in Italia e all’estero.

Nei nostri tableaux vivants il suono muove il gesto, il gesto crea l’immagine, l’immagine incarna la musica

Teatri 35 ha sede a Napoli, ma svolge la sua attività artistica in tutta Italia.

 

T35 e i tableaux vivants (come nasce un’idea)

compagnia teatrale Teatri 35 - chi siamo

T35 e i tableaux vivants (come nasce un’idea)

Arriva un momento in cui un resoconto del passato diventa una tappa obbligata per fare il punto del proprio percorso e ridare senso e vitalità a tutti i progetti che sono in cantiere e che si vogliono realizzare nel futuro. L’inizio di questo blog diventa in questo senso un’occasione per ripensare al percorso della compagnia Teatri 35, alla strada e alle sperimentazioni che ci hanno portati qui oggi.

La nascita di una compagnia teatrale

Sono ormai dieci anni che con Teatri 35 portiamo avanti la nostra ricerca e la nostra attività di teatro sperimentale. La compagnia è nata nel luglio del 2010, anche se noi tre fondatori, io, Francesco e Antonella, ci conosciamo e collaboriamo professionalmente da molto più tempo. Il primo incontro, infatti, risale agli anni Novanta, quando siamo entrati tutti e tre a far parte di una compagnia chiamata Malatheatre, laboratorio permanente di ricerca teatrale diretto da Ludovica Rambelli. Il lavoro iniziato in questa compagnia si trasformò nel 2005, dando vita alle prime sperimentazioni sui tableaux vivants. Malatheatre si sciolse cinque anni più tardi.  Io, Francesco e Antonella decidemmo di dare vita a una nuova realtà che continuasse l’esperienza a cui avevamo contribuito sia come attori che come registi, ma con presupposti diversi e una ventata di novità.

All’inizio non avevamo neanche uno spazio per le prove, quindi i primi incontri avvenivano a casa di Francesco e Antonella, in Via Atri 35. Proprio da questa occasione nacque l’idea del nome della compagnia, TeAtri 35, strano e un po’ difficile da pronunciare, tanto è che quasi tutti lo sbagliavano!

Le prime sperimentazioni teatrali

Il primo spettacolo di Teatri 35 aveva poco a che vedere con la tecnica del tableau vivant che in seguito ha caratterizzato il lavoro della nostra compagnia teatrale. La performance era ispirata al libro di Théophile Gautier Capitan Fracassa. Influenzati dalle atmosfere della commedia dell’arte abbiamo messo in scena una nostra riscrittura del testo e così nacque Le Rodomontate di Capitan Spaventa.
Il debutto fu al Festival Troia Teatro diretto da Francesco, preceduto da intense prove tra Napoli e Troia (in provincia di Foggia) in un’atmosfera magica. Fu un momento di libertà e divertimento, e alla fine quello che ne venne fuori fu uno spettacolo essenzialmente comico, anche se con diverse sfumature romantiche e trasognate.
Capitan Spaventa sancì la nascita di Teatri 35.

Teatri 35, Caravaggio e i tableaux vivants

Subito dopo questa avventura abbiamo ripreso il lavoro sui tableaux vivants. I due punti di partenza principali furono Caravaggio, l’autore da cui era nata l’idea dei tableaux, e la modalità teatrale sperimentata in passato, cioè quella della costruzione e della decostruzione di opere pittoriche sulla scena.
Nella primavera del 2011 nacque Per Grazia Ricevuta / Chiaroscuro, intitolato così perché quel seme esperienziale, messo in terra e curato negli anni precedenti, era finalmente germogliato e aveva trovato una sua forma. O meglio la forma in cui noi, come Teatri 35, ci siamo riconosciuti pienamente.

L’approccio di partenza fu evitare la sensazionalità del tableau per dare maggiore rilevanza alla fase di costruzione della performance. Per fare questo il numero degli attori fu ristretto a noi tre. Si trattò di una scelta difficile, perché richiedeva di selezionare per la messa in scena opere con massimo tre personaggi o di focalizzarsi su particolari di quadri più complessi. In questo modo, però, potevamo far risaltare al massimo il lavoro della costruzione. Il “montaggio” del quadro, con i corpi che si muovevano sulla musica e le azioni misurate quasi da un invisibile metronomo, diventava esso stesso il centro dello spettacolo, dando allo spettatore la possibilità di apprezzare ogni più minuta vestizione e preparazione.

Questa modalità ci permise di realizzare alcune idee che avevamo in testa da tempo e realizzare alcuni dei nostri obiettivi. Il primo era quello di vivere di questo lavoro, facendolo diventare il fulcro delle nostre vite. Il secondo, e più ambizioso, era diventare una vera e propria compagnia di giro. Partendo da Napoli e da Troia, oggi Teatri 35 ha replicato i suoi spettacoli in tutta Italia e in diversi paesi europei. Solo lo spettacolo Per Grazia Ricevuta è stato portato in scena in Italia e in Europa almeno un centinaio di volte.

Il connubio fra teatro sperimentale e musica

Spinti dalla continua voglia di metterci in gioco e sperimentare cose nuove, abbiamo deciso di collaborare con musicisti che suonassero dal vivo sul palco. Fu così che nel Luglio del 2011 insieme a Johnny Grima, violinista della Nuova Orchestra Scarlatti, nacque l’idea di musicare lo spettacolo Per Grazia Ricevuta con un solo di violino. Questa performance sperimentale andò in scena durante l’AltoFest, un piccolo festival in luoghi molto particolari della città di Napoli. Fu lì che scoppiò una scintilla e capimmo che il nostro lavoro performativo, anche se realizzato da soli tre attori, poteva trasformarsi in qualcosa di diverso e più strutturato. Era chiaro che grazie alla collaborazione con ensamble, orchestre e cori gli spettacoli di Teatri 35 erano pronti per affrontare anche palcoscenici e platee più grandi.

Fu così che lo stesso anno, dalla collaborazione con la Nuova Orchestra Scarlatti diretta dal Maestro Gaetano Russo, nacque lo spettacolo di tableaux vivants Caravaggio e i Caravaggeschi. Il debutto, durante la Stagione Musicale 2011/2012, si tenne presso il Museo Diocesano di Napoli – Complesso Monumentale Donnaregina ed ebbe un grande successo. Questo spettacolo segnò la svolta della compagnia teatrale sotto diversi punti di vista. La musica dal vivo restituì alle performance un’impostazione concertistica. Le luci, fino a quel momento pensate con un unico faro che ricreasse il taglio “caravaggesco”, furono arricchite per l’occasione con un nuovo disegno che prevedeva una serie di puntamenti che illuminavano ogni tableau in maniera differente, dando la possibilità di ricreare sempre più l’atmosfera del dipinto originale.

I tableaux per la prima volta non erano ispirati solo a Caravaggio, ma anche a tutti gli autori del cosiddetto Caravaggismo. Insomma, fu chiaro che il nostro repertorio poteva arricchirsi all’infinito, visivamente e sonoramente.

Una vera compagnia di giro

Quella sera per noi fu una vera e propria rivelazione, che prese corpo e forma quando fummo invitati a calcare le scene prima del Prinzregententheater di Monaco di Baviera nel 2012 e poi quelle del Ravello Festival nel 2013, uno dei più importanti festival di musica classica d’Italia. Da quel momento cominciammo a lavorare senza sosta e Teatri 35 è stato sempre di più il nostro contenitore di idee, immagini e suoni, aperto sempre alla sperimentazione e alla ricerca di nuove suggestioni. Mancavano ancora tante strade da esplorare, come la drammaturgia del corpo e della musica per esempio, ma di queste e altre idee parleremo in futuro, per continuare a raccontare quello che abbiamo fatto e quello che ancora faremo in questo blog, un piccolo ritrovo per scambiare e condividere emozioni.

 

 

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Gaetano Coccia

Gaetano Coccia. Attore e Performer. Inizia la carriera professionale formandosi e lavorando per l’Escuela de Actores de Canaria (Spagna). Dopo aver seguito laboratori intensivi con Danio Manfredini, Pierpaolo Sepe, Alfonso Santagata, Alfonso Benadduce, entra a far parte della compagnia Malatheatre. Ha lavorato per la Rai nelle serie televisive “Un posto al sole” e “La squadra”. Attualmente fa parte della compagnia Teatri 35 di cui è presidente e cofondatore.